Stamattina sono state inaugurate due mostre a Milano e non saprei dire, tra le due, qual è la più evocativa. Sembra proprio che Fondazione Prada sia diventata il fulcro delle arti visuali qui in città. Lo dimostra concretamente, questo lavoro monografico “NADA” dell’artista belga Thierry De Cordier, visitabile al pubblico da domani 3 aprile al 29 settembre 2025. Una mostra, concepita appositamente per i tre ambienti della Cisterna, che riunisce dieci dipinti di grandi dimensioni della serie NADA, realizzati tra il 1999 e il 2025. Le prime opere di questa serie nascono dalla precisa volontà dell’artista di cancellare l’immagine della crocifissione. Tuttavia, queste opere non sono intese come una forma di pittura negativa, ma piuttosto come un tentativo di sperimentare la “grandezza del nulla”, usando le parole dell’artista che ha introdotto così il suo lavoro:
“Il mio primo dipinto nero (oggi distrutto) era il risultato di una sola intenzione: abolire l’immagine del Cristo in croce sebbene solo in maniera esemplificativa. Non ho mai pensato di realizzare un bel quadro. Il mio unico obiettivo era annientare, dal punto di vista simbolico, un’iconografia cristiana dalle radici profonde. In quel momento volevo solo questo. Un giorno, mentre ero immerso nella lettura della biografia del mistico spagnolo San Giovanni della Croce, mi sono imbattuto in questo passaggio: ‘Nessuna enfasi, solo rigore assoluto. La ricerca del NADA (il ‘nulla’) della Croce;
Le dieci opere esposte sono quasi monocrome e costituiscono uno spazio pittorico nero che si apre sul nulla. In alcuni dipinti compare l’iscrizione “NADA” al posto della storica scritta INRI. La scelta dello spazio della Cisterna, con la sua architettura post-industriale che evoca uno spazio sacro, è intenzionale. L’allestimento prevede tre strutture, una per ogni sala, creando un trittico monumentale con le ante laterali aperte. I grandi dipinti sono sospesi al centro, mentre opere minori sono esposte in nicchie. Una panca di fronte alla colossale opera Gran Nada (2007-12) invita alla contemplazione.
La mostra è accompagnata da una pubblicazione della serie Quaderni di Fondazione Prada, con un saggio del critico Bart Verschaffel che sottolinea come la forza di questo ciclo di Andachtsbilder risieda nel fatto che non fa differenza se le si guardi con gli occhi aperti o chiusi.
Thierry De Cordier, anno 1954, è nota per la sua ricerca sui paesaggi marini, montani e rurali, che evocano la pittura paesaggistica cinese e catturano l’essenza dei luoghi e delle luci del Nord Europa. Nella sua produzione più recente, ha posto il tema di Dio al centro della sua pratica artistica.
Andare a vedere questa mostra è una breve e intensa seduta terapeutica.
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