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Tempo in gravidanza: quando ho capito che è giusto concedersi delle pause

Sono alla trentesima settimana di gestazione e solo una settimana fa ho aperto gli occhi e capito che bene prezioso sia il tempo. Ma non semplicemente avere tempo, bensì prendere consapevolezza che ci si può dedicare del tempo, che è legittimo concedersi infinite pause, che è giusto sedersi comoda e dedicarsi alla respirazione diaframmatica ad esempio. Che non devo riempire le giornate con la mia solita to do list. Perché io ho sempre vissuto con liste e appunti ovunque… in agenda, sul cellulare, che prendevo nei momenti in cui non lavoravo, mi servivano per portarmi avanti su tutto il resto. Se penso a me e all’approccio che ho sempre avuto, l’immagine che mi viene in mente è di una donna che si tiene costantemente a galla con l’acqua alla gola perché si riempie di mille responsabilità e doveri, anche se non richiesti. Boccheggia e respira a fatica.

Vorrei essere arrivata prima a questa consapevolezza, meglio tardi che mai. La gravidanza, con tutti i suoi alti e bassi, a me ha sicuramente fatto ripensare al concetto di tempo, di come lo gestisco, dell’ansia di fare tutto subito, della procrastinazione legata alla paura e all’incognito. Adesso mi accomodo e mi godo il mio tempo.

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