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Quando l'algoritmo discrimina le voci femminili nei podcast

Il podcast in Italia sta attraversando una fase di crescita costante e strutturale. Nel 2025 gli ascoltatori hanno raggiunto quota 18 milioni, con un incremento del 5% rispetto all'anno precedente. Ma il dato più significativo emerge guardando indietro di sette anni: dal 2018 a oggi il pubblico di ascoltatori è aumentato del 75%, passando da 10,3 milioni a 18 milioni. Non parliamo di una moda passeggera, ma di un fenomeno consolidato che ha trasformato l'audio on demand in una componente stabile della dieta mediatica degli italiani.

Eppure, dietro la crescita si nasconde un paradosso. Nonostante il pubblico dei podcast in Italia sia perfettamente bilanciato tra uomini e donne, la produzione resta principalmente nelle mani degli uomini. Una frattura che rivela limiti strutturali del sistema: la parità nel consumo non genera parità nella produzione. Non a caso nel 2021 Spotify ha lanciato Sound Up, un programma esplicito di contrasto al gender gap, dopo aver rilevato che solo il 22% dei podcast top 100 italiani era condotto da donne. Ancora più rivelatore è il segregamento verticale: tra i podcast femminili nella top 100, quasi il 60% apparteneva a Salute e Benessere (32%) ed Educazione (27%). I dati confermano come le donne podcaster vengono confinate in nicchie, mentre gli uomini dominano Società e cultura, Attualità, Economia.

L'algoritmo di Spotify privilegia gli artisti uomini in tre casi su quattro

Il podcast offre disintermediazione maggiore rispetto ai media tradizionali, ma questa libertà ha confini precisi. Spotify, Apple Podcasts, YouTube Music controllano gli algoritmi di discovery. Ricerche condotte dall'Università di Utrecht hanno documentato che l'algoritmo suggerisce artisti uomini nel 75% dei casi, relegando le donne al 25% delle raccomandazioni. Per i podcast il meccanismo è simile: chi ha già visibilità ottiene più suggerimenti, chi non ce l'ha rimane invisibile. La tecnologia RSS distribuisce contenuti su tutte le piattaforme, ma il suo potenziale democratico viene neutralizzato dalle scelte algoritmiche. Un creator indipendente può controllare il proprio feed, ma senza visibilità algoritmica rimane confinato in circoli ristretti. I podcast di successo operano raramente in isolamento totale. Lavorano con network, hanno sponsor, negoziano accordi.

Tre podcast che il sistema non avrebbe mai prodotto

"Morgana" di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri ha raccontato in 48 episodi figure rivoluzionarie — artiste, scienziate, pensatrici — restituendo complessità a vite che la narrazione mainstream aveva semplificato. Un progetto che difficilmente avrebbe trovato spazio nel palinsesto radiofonico tradizionale.​ "Cara sei maschilista!" di Karen Ricci smonta il maschilismo quotidiano annidato nei gesti e nelle aspettative non dette. L'indipendenza della distribuzione audio permette un ritmo di riflessione senza interruzioni commerciali. "L'ha scritto una femmina" di Carolina Capria indaga i meccanismi che relegano le autrici a generi considerati minori. Il formato esteso consente un'analisi articolata che i media tradizionali, vincolati da tempi rigidi e logiche commerciali, non potrebbero ospitare.

Questi tre progetti rappresentano una forma consapevole di femminismo narrativo. Non perché il podcasting sia intrinsecamente democratico — lo è solo in apparenza — ma perché queste autrici hanno costruito audience e riconoscimento oltre i vincoli degli algoritmi e delle logiche di mercato, conquistando spazi che il sistema non concede spontaneamente.

Il podcasting italiano è uno spazio dove le voci femminili trovano espressione più autentica rispetto ai media tradizionali. Ma non è uno spazio di parità. È più accurato definirlo uno spazio di tensione costante: tra la possibilità tecnica di produrre senza filtri e la realtà algoritmica ed economica che limita chi può essere ascoltato. La vera domanda da porre non è «il podcasting è democratico?», ma piuttosto: come garantiamo che le voci femminili non rimangano invisibili negli algoritmi? Come creiamo ecosistemi economici sostenibili per chi non ha network o sponsor? Finché il podcast italiano non affronterà queste domande strutturali, il 50% di ascoltatrici rimarrà solo una promessa mancata. Parità di consumo, disparità di voce.

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