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Giornata internazionale dell'infanzia: una questione di giustizia, anche di genere

Quando si parla di giustizia, è impossibile non parlare anche di infanzia. Il 20 novembre, Giornata internazionale dell'infanzia e dell'adolescenza commemora la Convenzione ONU del 1989, ratificata da 196 Paesi. Ma questa celebrazione non può ridursi a un atto simbolico: rappresenta una sfida concreta, soprattutto se guardata con una lente di genere.

Secondo il rapporto UNICEF "State of the World's Children 2025", 129 milioni di bambine nel mondo non hanno accesso all'istruzione primaria. La persistenza del lavoro minorile, dei matrimoni in giovane età e della disparità di trattamento all’interno delle famiglie, che spesso privilegiano i figli maschi, continua ad alimentare le disuguaglianze e a negare diritti fondamentali a milioni di bambini nel mondo.

Anche in Italia, dove la Convenzione è stata ratificata nel 1991, le disparità persistono. La Settimana Nazionale STEM 2025 ha evidenziato un importante divario di genere nelle lauree scientifiche e tecnologiche: tra i 25-34enni, il 37% degli uomini ha conseguito una laurea STEM, contro solo il 16,8% delle donne. Il coinvolgimento femminile nelle discipline scientifiche è riconosciuto come essenziale per il progresso tecnologico ed economico del Paese.

Secondo una indagine di INDIRE pubblicata ad ottobre 2025, educare alla conoscenza di sé e al rispetto dell’altro è la via migliore per formare le cittadine e i cittadini di domani. La scuola ha un ruolo decisivo per valorizzare le competenze e per costruire relazioni basate sulla parità, libere da stereotipi e discriminazioni di genere. Una bambina privata oggi dell'istruzione sarà, un domani, una donna con opportunità limitate, più esposta alla povertà e alla violenza .

Sul fronte della violenza, Save the Children segnala che nel 2024 sono stati 1.200 i casi documentati di abusi su minori con prevalenza femminile, fenomeni spesso nascosti nei silenzi familiari. «Serve un impegno concreto per educare al rispetto reciproco e creare spazi sicuri di ascolto», sottolinea l'associazione nel suo report annuale.

Il terzo settore chiede misure concrete: sostenere l'educazione alle STEM per le bambine, combattere standard di bellezza irrealistici, prevenire ogni forma di discriminazione. Secondo l’ultimo report di Telefono Azzurro, pubblicato il 17 novembre 2025, nei primi 18 mesi del 2024-2025 soltanto offline sono stati registrati 184 casi di abuso su minori, con una prevalenza di vittime femminili. L'organizzazione sottolinea l'urgenza di creare una rete integrata per proteggere bambini e adolescenti e rafforzare gli strumenti di ascolto e intervento.

Ricordarsi dei diritti violati delle bambine non è un atto retorico, in questa giornata, ma uno strumento potente per costruire un futuro più equo. Ogni bambina privata dei suoi diritti oggi, è una donna limitata domani. La battaglia per la libertà e la giustizia parte da qui: dal coraggio di difendere e valorizzare ogni infanzia, in tutta la sua varietà.

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