Immagine di copertina per Corpi in vendita, il business milionario del revenge porn

Corpi in vendita, il business milionario del revenge porn

Migliaia di foto intime rubate, catalogate, vendute: per 9 donne su 10 il web può trasformarsi in una trappola di umiliazione e violenza digitale, dove il corpo diventa merce e la privacy semplicemente non esiste più. Dietro ogni clic, nei forum segreti e nelle chat di Telegram, si muove una filiera criminale che capitalizza sulla sofferenza delle vittime, alimentando un business milionario fondato sull’abuso e sull’oggettivazione sistematica.

Il revenge porn, insieme alle molteplici forme di pornografia non consensuale, non è solo una sottile vendetta privata: è il sintomo di un’economia che normalizza la violenza di genere e la trasforma in spettacolo permanente nel ciclo infinito della rete. Il revenge porn rappresenta una forma subdola di violenza digitale dove la diffusione non consensuale di immagini intime diventa strumento di controllo e umiliazione. 

Un rapporto del 2022 dell’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere (EIGE) indica che le donne rappresentano la maggioranza delle vittime di violenza online, con percentuali superiori all’80-90% in casi di abusi sessuali digitali (inclusi revenge porn e cyberstalking). Dalle chat Telegram ai siti specializzati, cresce l’economia digitale dell’umiliazione. L’inchiesta su Phica.net svela i meccanismi di un business milionario costruito sulla violenza di genere.

La diffusione non consensuale di immagini intime è una forma subdola di violenza digitale che assume diverse manifestazioni. Per comprendere appieno la gravità e la complessità di questo fenomeno, è fondamentale distinguere chiaramente tra “revenge porn” e “pornografia non consensuale”.

Il “revenge porn” si riferisce specificamente alla diffusione di materiale intimo da parte di un ex partner, motivato da vendetta, ritorsione o punizione dopo la fine di una relazione. In questo caso, l’intento è primariamente legato a dinamiche post-relazionali e mira a umiliare o controllare la vittima.

La “pornografia non consensuale” è la diffusione di immagini o video intimi senza il consenso della persona, non solo per vendetta. Include abusi digitali (furto dati, hacking, ricatti) e la commercializzazione illegale su piattaforme e dark web, spesso per guadagno, divertimento o diffusione virale da reti organizzate, senza legame con la vittima.

La precisione terminologica è essenziale per inquadrare e perseguire efficacemente i reati digitali, inclusi quelli che vanno oltre il semplice “revenge porn” e coinvolgono estranei o reti criminali, garantendo la piena applicabilità delle sanzioni. Inoltre l’evoluzione tecnologica crea nuove forme di violenza digitale, come il “deepfake porn”, che pur non essendo pornografia non consensuale tradizionale, necessitano di risposte legislative aggiornate. 

Scomodo aveva svelato nel 2021 i meccanismi di Phica.net, che operava attraverso forum per la condivisione non consensuale di materiale intimo. Due destini opposti caratterizzano oggi questo fenomeno: mentre il gruppo Facebook «Mia moglie» (32.000 iscritti) è stato chiuso da Meta il 20 agosto 2025, Phica.net continua a operare con milioni di visite mensili. La differenza sostanziale sta nella resilienza: i social mainstream cedono alle pressioni pubbliche, i forum indipendenti sfruttano zone grigie legislative per perpetuare abusi sistematici. Come denuncia l’attrice Anna Madaro, vittima per tre anni di Phica.net, «questi forum devono essere chiusi» perché trasformano l’intimità femminile in intrattenimento collettivo.

Telegram e WhatsApp sono terreno fertile per la violenza digitale, agevolati dai sistemi di crittografia e anonimato. Questa dinamica evidenzia come la tecnologia digitale possa essere strumentalizzata per creare ecosistemi di abuso che vanno ben oltre l’atto singolo della diffusione non consensuale, generando comunità virtuali dedicate alla oggettificazione sistematica delle donne attraverso meccanismi di gamificazione della violenza digitale che normalizzano comportamenti lesivi della dignità umana.

Tag dell'articolo
diritti delle donne

Ti potrebbe interessare anche

TOP

Ultime

Simili

Corpi in vendita, il business milionario del revenge porn | Ascolta News