In un paese dove solo il 14,26% delle startup innovative è guidato da donne, un gruppo di imprenditrici sta tracciando una nuova rotta per l'innovazione italiana. I dati Unioncamere 2024 raccontano un paradosso tutto italiano: nel Mezzogiorno le startup innovative femminili sono cresciute del 175,5% tra il 2016 e il 2024, trasformando il Sud nel motore dell'imprenditoria femminile tech. Eppure a livello nazionale le donne fondatrici restano una minoranza silenziosa in un ecosistema ancora dominato da logiche maschili.
Quattro storie incarnano questa trasformazione. A Trinitapoli, Sabrina Fiorentino ha fondato Sestre, startup femtech che unisce nutraceutica e machine learning per la fertilità femminile, servendo oltre 4.000 donne con integratori basati sulla Dieta Mediterranea e algoritmi predittivi per il microbiota. A Milano, Michela Andreolli – ex Google e Amazon – ha lanciato Arke per rivoluzionare i gestionali delle PMI manifatturiere con una piattaforma AI che si implementa in tre settimane invece di mesi. Biotitan Nanotechnology sviluppa trattamenti nanotecnologici che aumentano l'efficienza dei pannelli fotovoltaici riducendo inquinamento e consumo idrico, vincendo lo Startup Contest 2025. Rame, fondata dalla giornalista Annalisa Monfreda, sta compiendo una rivoluzione culturale con una piattaforma di educazione finanziaria che accompagna 60mila persone – per il 70% donne – verso l'autonomia economica, abbattendo il tabù del denaro in un paese dove il 37% delle donne non ha un conto corrente personale.
Le sfide restano significative: le startup fondate da donne faticano ad attrarre venture capital e durante le pitch session gli investitori tendono a porre domande sui rischi invece che sulle opportunità di crescita. Ma l'ecosistema sta reagendo. Il programma europeo Women Tech EU 2025 ha stanziato 15 milioni di euro per startup deep tech fondate da donne, il Fondo Imprese Femminili del MIMIT ha destinato oltre 400 milioni attraverso il PNRR, e iniziative come Women in VC Italy stanno costruendo reti di supporto per contrastare i bias di genere. Nel frattempo le protagoniste di questo cambiamento sono già al lavoro, e stanno riscrivendo le regole del gioco tech italiano una startup alla volta.
