Al Web Summit di Lisbona, la PITCH Competition di KPMG è senza dubbio l’attrazione principale per le startup. Quest’anno la protagonista si chiama Granter, è una startup portoghese e si è aggiudicata il primo premio della competizione, conquistando la giuria e convincendo anche la platea dell’Atice Arena, che oggi sembrava una comunità pulsante, viva, attenta a ogni parola. L’energia qui è contagiosa.
Sul palco a condurre l’evento c’era la voce familiare di Casey Lau, co-host del Web Summit, mentre la giuria delle semifinali era composta da professionisti che conoscono profondamente il mondo delle startup e degli investimenti:
- Larry Li, Founder & Managing Partner di Amino Capital
- Cristina Fonseca, Managing Partner di Indico Capital Partners
- Brett Gibson, Managing Partner di Initialized Capital
- Conor Moore, Global Leader - Private Enterprise di KPMG
Un gruppo di giurati che unisce visione globale, esperienza nel venture capital e conoscenza diretta di come far crescere le startup più promettenti.
Sul podio, invece, sono salite tre storie molto diverse tra loro. Al primo posto c’è Granter, dal Portogallo; al secondo VarsityScape, dalla Nigeria; e al terzo SegmentStream, dal Regno Unito. Tre Paesi, tre approcci diversi, tre risposte innovative a problemi concreti.
E allora, perché Granter ha vinto davvero? Perché forse ha saputo intercettare un problema enorme per migliaia di aziende europee: ottenere finanziamenti pubblici è spesso un percorso complicato, lento, e anche un po’ intimidatorio. Tra bandi, requisiti, scadenze e montagne di documenti, tante PMI rinunciano ancora prima di iniziare.
E qui entra in gioco l’intuizione di Granter, semplice ma potentissima: usare l’intelligenza artificiale per rendere i grant più accessibili, più comprensibili e più veloci da ottenere.
Il loro assistente intelligente fa tre cose fondamentali:
- Cerca automaticamente le opportunità migliori tra migliaia di bandi europei, nazionali e regionali.
- Verifica in tempo reale l’eligibilità, evitando così che le aziende perdano ore o settimane dietro finanziamenti per cui non hanno i requisiti.
- Aiuta a preparare l’application, suggerendo punti chiave, documenti da allegare e formulazioni ottimizzate per aumentare le probabilità di successo.
È questo mix, fatto di tecnologia, immediatezza e impatto sul tessuto produttivo europeo, che ha reso Granter non solo un’idea brillante, ma necessaria. Una soluzione che parla la lingua della semplicità in un settore intrappolato nella complessità.
Vale la pena spendere due parole anche sul percorso della PITCH Competition, che non è proprio facile. Quest’anno si sono candidate ben 2.725 startup, ma solo 105 sono state selezionate per partecipare alla competizione ufficiale. Da lì, la gara si è strutturata come un vero e proprio percorso a ostacoli:
- Group rounds: gironi eliminatori dove ogni pitch dura appena tre minuti.
- Semifinali: le migliori dieci startup si contendono l’accesso alla finale.
- Gran finale: tre minuti di pitch e tre di Q&A davanti a giuria e pubblico.
Ritmo altissimo, nessun margine di errore, e soprattutto una competizione che premia la tecnologia, certo, ma ancora di più la capacità di raccontare la propria visione, il pitch come forma narrativa concentrata, compatta ma potente.
Il sistema di voto è equilibrato: 80% dalla giuria, 20% dal pubblico tramite app, un termometro di empatia e chiarezza narrativa. E qui Granter ha davvero brillato, ottenendo in alcune sessioni fino all’80% dei voti della platea. Un segno che la loro idea era immediata, utile, quasi inevitabile nel modo in cui è stata raccontata.
E poi c’è la storia del team. Sul palco c’è Bernardo Seixas, CEO e co-founder, che racconta:
"Aiutiamo le aziende a trovare e richiedere grant con l’AI. E lo facciamo bene. Siamo un team portoghese. Vogliamo diventare il prossimo unicorno portoghese."
E a Lisbona, tutti li chiamano “i Bernardos”, perché oltre a lui ci sono altri due Bernardo: un co-founder e il primo dipendente dell’azienda! Tre Bernardos, una sola missione.
E il futuro? Lo immaginano ambizioso:
"Speriamo di operare in almeno metà dei Paesi europei l’anno prossimo e di crescere con il nostro team."
E cosa vincono davvero? Non c’è assegno, non c’è grant diretto, ma c’è qualcosa di ben più prezioso: visibilità globale, credibilità immediata con investitori, l’ingresso nella rete di KPMG Private Enterprise, e una piattaforma di relazioni e opportunità che, per una startup early-stage, può valere quanto — se non più — un round seed.
Sul podio, oltre a Granter, ci sono:
- VarsityScape, che aiuta educatori e team a gestire accademie online con più fluidità.
- SegmentStream, una piattaforma di AI marketing che misura l’impatto reale delle campagne e il valore dei clienti.
La PITCH resta una rampa di lancio per migliaia di startup, un’occasione che mette alla prova non solo la tecnologia, ma anche la capacità di raccontare una storia. I vincitori storici lo confermano: Intuitivo in Portogallo, edtech che digitalizza i processi scolastici, e Inspira in Brasile, che usa l’AI per accelerare il sistema legale.
Quest’anno, su quel tetto, ci è salita Granter. E la cosa più bella è che, davvero, la loro storia è appena cominciata.
