Ho fatto una scoperta affascinante: l'indonesiano è considerata una delle lingue più accessibili al mondo. Il motivo? È completamente priva di congiunzioni, declinazioni, articoli e tempi verbali. Questa semplicità grammaticale riflette una filosofia di vita profondamente radicata nella cultura indonesiana: il vivere intensamente il qui e ora , abbracciando pienamente il presente. Padroneggiando già quattro lingue, non posso fare a meno di chiedermi se l'indonesiano non possa diventare la mia quinta conquista linguistica.
Ma c'è un progetto che mi sta particolarmente a cuore: quando mia figlia arriverà, ho deciso di condividere con lei il tedesco, il mio primo grande amore nel panorama delle lingue straniere. Il tedesco rappresenta l'antitesi perfetta dell'indonesiano in termini di complessità. Con i suoi quattro casi grammaticali, le intricate declinazioni, i verbi che si nascondono alla fine delle frasi subordinate e i tre generi grammaticali femminile, maschile e neutro è una lingua che mette alla prova anche i più determinati. Non a caso, i tedeschi stessi hanno coniato l'espressione Deutsche Sprache, Schwere Sprache lingua tedesca, lingua difficile . Nonostante non sia madrelingua, nutro un desiderio profondo di trasmettere fin da subito alla mia piccola questa passione travolgente. Il tedesco, per me, è una lingua dalle mille sfaccettature: profonda nelle sue espressioni, divertente nella sua capacità di creare parole composite unendo termini diversi, e soprattutto una lingua che risveglia in me sensazioni di benessere ogni volta che la ascolto o la parlo con i miei cari amici tedeschi come Ursula e Willy.
La mia convinzione si fonda su un'approccio educativo che considero rivoluzionario: il Non-Native bilingual parenting . Questo metodo consiste nel comunicare con il proprio bambino fin dalla tenera età utilizzando anche una seconda lingua, pur non essendo madrelingua. I benefici sono straordinari: maggiore apertura mentale, comprensione profonda di culture diverse dalla propria quella italiana nel nostro caso e lo sviluppo di una mentalità cosmopolita.
Chissà che attraverso questo approccio innovativo i nostri piccoli non acquisiscano uno strumento prezioso per diventare autentici cittadini del mondo, capaci di navigare con naturalezza tra culture e lingue diverse, arricchendo così il loro bagaglio umano e professionale.
