Avete mai sentito parlare di Ozempic, Wegovy o Mounjaro?
A me ne ha parlato per la prima volta, cinque anni fa, la sempre-saggia amica Silvia che era riuscita ad entrare in una specie di sperimentazione (grazie ad un'altra amica) e a tornare "in forma" perdendo qualche chilo, senza menate e senza sforzi.
All' amica saggia e sempre avanti (che auguro a tutte), all'epoca dicevo che non ne aveva bisogno ma lei era felice, ed io a quel punto, lo ero per lei e basta. In questi giorni, mi sono imbattuta in un articolo che parla della crisi delle assicurazioni americane, crisi innescata proprio da Ozempic, Wegovy o Mounjaro, farmaci che appartengono alla classe GLP‑1, e che stanno cambiando il modo in cui curiamo diabete e obesità e di conseguenza stanno anche migliorando la qualità e l'aspettativa di vita. I solerti assicuratori americani però, dovranno iniziare a prevedere anche che chi sospende la terapia, peggiora i proprio indici (Glicemia, Colesterolo, Pressione, Peso corporeo) e di conseguenza inizierà a gravare di più sull'assicurazione.
Quindi l'amica saggia, ha trovato anche l'elisir di lunga vita (se non smette di prenderlo).
Ma procediamo dall'inizio: GLP-1, cosa sono.
I GLP‑1 nascono come terapie per il diabete di tipo 2.
Come funzionano? Stimolano l’insulina, rallentano lo svuotamento dello stomaco, tengono sotto controllo la glicemia. Ma non solo. Riducono l’appetito e quella sensazione di fame continua, la cosiddetta food noise.
Negli ultimi anni, oltre al diabete, sono usati per la gestione del peso. E i risultati sono notevoli: chi li usa può perdere anche 15, 20 o 30 chili in un anno. Ecco i quattro parametri chiave che monitorano i GLP-1 (e le assicurazioni!):
1. BMI (Body Mass Index)
È l’indice di massa corporea: un numero che mette in relazione peso e altezza per capire se siamo normopeso, sovrappeso o obesi.
Con i GLP‑1, il BMI può scendere di 3–5 punti in un anno, equivalenti a una perdita di 15–30 chili per molti pazienti.
2. HbA1c (Emoglobina glicata)
Misura la media degli zuccheri nel sangue negli ultimi tre mesi.
È il parametro principale per monitorare il controllo del diabete.
Con i GLP‑1, l’HbA1c può calare di 1–2 punti percentuali, riducendo il rischio di complicanze come nefropatie, neuropatie e malattie cardiovascolari.
3. Colesterolo e trigliceridi
Questi farmaci favoriscono un calo significativo di colesterolo e trigliceridi, contribuendo a proteggere cuore e arterie e riducendo la probabilità di infarti e ictus.
4. Pressione arteriosa
L’uso continuativo dei GLP‑1 aiuta a ridurre la pressione sanguigna, migliorando la salute cardiovascolare generale e diminuendo il rischio di eventi gravi.
Il mercato in Italia e in Europa.
Il fenomeno non riguarda solo gli Stati Uniti. In Europa il mercato dei GLP‑1 è in piena espansione: valeva circa 4 miliardi di dollari nel 2023 e potrebbe superare i 17 miliardi entro il 2030, con una crescita di oltre il 20% l’anno.
In Italia, questi farmaci hanno generato 440 milioni di dollari nel 2023 e, secondo le proiezioni, supereranno i 2 miliardi entro il 2030.
Un’espansione trainata da due fattori: l’alta incidenza di diabete – circa il 5,5% della popolazione adulta – e l’aumento dell’obesità.
Ma c’è un problema: la continuità del trattamento. Circa una persona su due interrompe la terapia entro i primi due anni. E quando il farmaco si sospende, spesso il peso e i parametri tornano indietro.
Le assicurazioni americane sulla vita vanno in tilt.
Negli Stati Uniti, i GLP‑1 stanno creando una vera tempesta… nel mondo delle assicurazioni.
Le compagnie di assicurazione sulla vita sono abituate a prevedere la mortalità con un’accuratezza del 98%. Ma con questi farmaci, molti pazienti appaiono più sani di quanto siano davvero. Perdono peso, migliorano i valori di colesterolo e zuccheri, e vengono classificati come a basso rischio.
Poi, se smettono la terapia, tutto torna come prima. È quello che gli esperti chiamano “mortality slippage”, uno scivolamento del rischio.
Il risultato? Le polizze mal calcolate sono passate dal 5,8% al 15,3% in pochi anni. Oggi, una polizza su sei è prezzata in modo errato.
Le assicurazioni stanno reagendo: domande più precise, richieste di prova che il peso sia stato mantenuto per almeno un anno, e persino l’aggiunta artificiale di 2-3 punti di BMI per cautelarsi.
Le prospettive per l'elisir di lunga vita.
I GLP‑1 sono una rivoluzione per la salute.
Aiutano a dimagrire, abbassano glicemia e colesterolo, riducono il rischio di malattie croniche. Ma c’è un punto critico: la costanza. Circa il 65% dei pazienti smette dopo il primo anno. E così, peso e valori tornano a salire.
Le assicurazioni e i sistemi sanitari stanno cercando soluzioni. Refill trimestrali, notifiche e incentivi per aumentare l’aderenza.
E con l’arrivo di versioni generiche e biosimilari, che potrebbero costare fino al 60-80% in meno, questi farmaci diventeranno più accessibili.
Qual è la sfida dei prossimi anni per le farmaceutiche e per le organizzazioni sanitarie mondiali?
Trasformare questi benefici temporanei in risultati duraturi, così da migliorare davvero la salute delle persone e mantenere sostenibili i costi.
