Immagine di copertina per Fine dieta.

Fine dieta.

Ho un’amica d’infanzia che ha portato gli occhiali dai 3 ai 35 anni. Poi ha fatto la laserterapia e la sua miopia è evaporata, portandosi via il suo sguardo lento e intellettuale. Ho anche un’altra amica, in dieta da quando la conosco. Eravamo all’università e nello specchio sottolineava impietosamente i 4 kili di troppo sui fianchi. La scorsa estate, ha iniziato ad usare Wegovy. i suoi rotolini, piano piano, sono evaporati, portandosi via la sua allure morbida e un pò di ironia.

Tra cinque anni saremo tutti dei Dorian Gray, magri?

La magrezza sarà conquistata e non grazie alle politiche di rieducazione alimentare alla dieta mediterranea, ma grazie ad una punturina settimanale. O ad una pillola. Dipende da quanto velocemente corre la ricerca farmaceutica.

Wegovy, Ozempic, Mounjaro e Saxenda, sono farmaci nati per il diabete e diventati famosi per un effetto collaterale molto desiderabile e cioè quello di perdere appetito e dimagrire in fretta.

In pratica funzionano aumentando la produzione di insulina e regolando l’appetito. Gli effetti collaterali ci sono e sono la nausea, il mal di testa, e i disturbi gastrointestinali. Ma variano da persona a persona e, per molti, sono un prezzo accettabile.

Quando ho chiesto alla mia amica, quella con i rotolini, perchè assumesse Wagovy, mi ha risposto: “ma secondo te perchè dovrei restare sovrappeso e dipendente dalle diete potendo risolvere il problema con un farmaco?”

Allora le ho detto che è un trattamento costoso. E mi ha risposto nella sua icastica maniera di dire le cose che la sua dietologa “si prende 180€ al mese e prescrive integratori e aggiustamenti alla dieta che costano, su per giù, 200€ al mese.“

Parlando di spesa medica, in America si stimano 6.000 dollari all’anno per ogni paziente.

Non tutte le assicurazioni coprono la spesa e non tutti possono permettersela. Ma l’interesse delle farmaceutiche è enorme e stanno investendo, come non mai, promettendo versioni più economiche.

Negli Stati Uniti la percentuale di adulti utilizzatori di questi farmaci è arrivata al 12,4% e il tasso di obesità è sceso dal 40 al 37% in tre anni.

In Europa il mercato è più cauto, e anche più confuso. L’Agenzia Europea del Farmaco monitora da tempo questi medicinali, anche perché la domanda è talmente alta da aver causato vere e proprie carenze di fornitura. I farmaci come Wegovy e Mounjaro sono approvati dunque l’uso per il dimagrimento è limitato ed è quasi sempre a carico del paziente.

E in Italia? Qui Ozempic è autorizzato, ma ufficialmente per il diabete di tipo 2. Chi lo usa per perdere peso se lo paga. Nessun rimborso, nessun piano nazionale sull’obesità che includa davvero questi farmaci. Chi può permetterselo entra nella nuova era del corpo farmacologico, chi non può, resta indietro. Non a caso l’AIFA ha già lanciato allarmi sui farmaci falsi venduti online, perché il mercato nero è arrivato puntuale quando ha visto la domanda salire.

La rivoluzione che ci prepariamo ad affrontare non sarà clinica, sarà culturale (e ovviamente consumistica).

Chi entra nella spirale di questi farmaci infatti cambia rapporto con il cibo e immagine di sé. Si scopre più magra o magro. Lo specchio diventa amico ma a scapito del portafoglio! Da quello che mostrano le prime analisi di mercato difatti ci sono più investimenti in beauty, abbigliamento e benessere. I nuovi "credenti", cucinano a casa ma investono nelle nuove linee di integratori alimentari lanciate proprio per chi assume Ozempic. Ci sono perfino pacchetti di viaggio per coloro che dopo aver perso peso, vivono una specie di euforia da “nuova vita”!

È una piccola rivoluzione copernicana che butta nel cesso anni di femminismo e discorsi sull’inclusività, sull’accettazione del corpo, sul diritto di essere come si è. Quando dimagrire diventa così facile è complicato trovare motivazioni da dare all’amica perennemente e nervosamente in dieta che mi risponde “perchè non farlo?”.

E anche quando le blatero qualcosa sul rischio "evidente" di discriminare chi no puà permettersi questi farmaci, lei mi risponde serafica, “adesso è il mio turno di pedalare facile facile, in leggera discesa”.

Alla domanda "come sarà la società della magrezza?" non provo nemmeno ad immaginare una risposta. Però ho ritrovato un polveroso catalogo “Botero aux Champs-Elysees Sculptures monumentales”. Lo sfoglio, in contentezza e allegrezza.

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