Il MiCo di Milano ha ospitato la seconda edizione di Intersections, l’evento che ha dato nuova vita allo storico IAB, cuore del mondo digitale italiano.
L’iniziativa mette insieme le comunità italiane della comunicazione, del marketing e della creatività.
Promosso da ADCI, IAB Italia, UNA e UPA, conferma la sua centralità nel favorire il dialogo e la collaborazione tra professionisti e aziende.
Il tema di quest’anno — “Il potere della co-intelligenza creativa” — è stato un invito a ripensare il rapporto tra intelligenza umana e artificiale: non come sostituzione, ma come alleanza.
Una co-intelligenza, appunto, dove la tecnologia diventa amplificatore della nostra immaginazione, non il suo sostituto.
La folla, i numeri e gli arrosticini (ovvero: quando finiscono i panini)
Il successo dell’evento si è visto subito: oltre 10.000 persone presenti già nella prima giornata, un dato che parla da sé e che racconta un settore in fermento, desideroso di ritrovarsi e confrontarsi dal vivo.
Durante la pausa pranzo, però, è arrivata la conferma più concreta: i panini dei tre bar erano esauriti. Letteralmente.
Così, come molti altri, siamo finiti a gustare gli arrosticini offerti da Bytec.ai — street food perfettamente in linea con lo spirito di Intersections: un incontro tra autenticità e innovazione.
In fondo, non c’è networking migliore di una fila affamata.
L’evento si prepara già a crescere: dalla prossima edizione si unirà anche ASSIRM, l’associazione che rappresenta gli istituti di ricerca di mercato e opinione, a conferma di un ecosistema sempre più integrato.
I dati che contano. Un 84% che spiazza
Tra le sessioni più attese, la presentazione delle stime del mercato pubblicitario 2025 a cura dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano ha offerto una fotografia chiara: il settore cresce, ma la concentrazione è sempre più marcata.
Ecco i numeri più rilevanti:
- Crescita complessiva: la raccolta pubblicitaria (Tv, Internet, Stampa, Radio e Out Of Home) raggiunge 11,6 miliardi di euro, con un +5% rispetto al 2024.
- Il dominio dell’online: l’Internet advertising sale del +10%, toccando i 6 miliardi di euro, e ormai rappresenta il 52% del totale del mercato.
- Il potere degli OTT e dei global player: l’intera crescita del settore — circa mezzo miliardo di euro — coincide con l’aumento della raccolta pubblicitaria dei grandi player internazionali, in crescita del +12%.
- Inoltre, oggi l’84% degli investimenti pubblicitari digitali in Italia viene pianificato su piattaforme globali come Google, Meta, Amazon e TikTok: un dato che racconta meglio di mille parole quanto il nostro mercato dipenda dai grandi ecosistemi internazionali.
- Le nuove frontiere: spiccano i risultati del Retail Media, a 640 milioni di euro (+27%), e della Tv 2.0, che cresce del +23%, trainata dalle App su Connected TV.
Dati che fortificano il mercato, ma anche la consapevolezza che la spinta maggiore arriva da fuori — e definisce in parte la direzione più che la sua autonomia.
Un ecosistema tra industria globale e creatività
A sostenere l’evento, una costellazione di sponsor che racconta bene la tensione tra industria globale e creatività: dai grandi player tecnologici come Google, Meta e Microsoft, ai rappresentanti del mondo media come Gruppo Caltagirone Editore, Sky Media e CairoRCS, fino alle agenzie e ai centri media come Omnicom Media Group, Wavemaker, Havas Media Network, Publicis Groupe, GroupM e Dentsu.
Un parterre che fotografa perfettamente il presente: un ecosistema dove creatività, dati e tecnologia si osservano da vicino, si contaminano e, a volte, si combattono.
Le voci che ti lasciano il gusto della sorpresa
Tra talk e workshop, alcuni interventi hanno colpito più di altri per lucidità e visione.
Omar Karim, regista e fondatore di Joy Machine, ha portato un punto di vista affascinante sul rapporto tra AI e creatività.
Il suo intervento, “Gen-AI and new frontiers of creativity”, ha mostrato cosa significa davvero lavorare insieme alla macchina, non contro di essa.
Evan Shapiro, che si definisce “cartografo dei media”, con “How To Transform Media For The Affinity Economy” ha spiegato come i nuovi ecosistemi mediatici si muovano ormai verso comunità di affinità, non solo di audience.
Neil Patel, fondatore di NP Digital, ha reso tutto estremamente pratico: “Growth Marketing Hacks at the Intersection of AI and Human Creativity” è stato un concentrato di spunti concreti su come far convivere dati, algoritmi e intuizione umana.
E poi, il momento che più di tutti ha spiazzato (e fatto ridere) la platea: Erik Kessels, artista, curatore e communication designer, con la sua talk “The Importance of No”.
Irreverente e geniale, ha ricordato quanto la capacità di dire no — e di sorprendere, disturbare, perfino confondere — sia una forma di resistenza creativa.
In un mondo dove l’AI tende ad appiattire, Kessels ci ha ricordato che l’errore, l’imprevisto e l’ironia restano le nostre risorse più umane.
E sì: a un certo punto ha mostrato per oltre un minuto e mezzo solo immagini di peni, concludendo con un sorriso:
“Questo è il mondo in cui vivete, amici!”.
Una provocazione surreale, ma lucidissima: ricordarci che l’assurdo può essere ancora uno spazio di libertà.
Una conclusione da crocevia
Intersections 2025 non è stato solo un evento, ma un punto d’incrocio tra dati, visioni e realtà del mercato.
La direzione è chiara, ma la concentrazione del valore nelle mani dei grandi player internazionali invita a vigilare.
Nel frattempo, le nuove frontiere — dal Retail Media alla Tv 2.0 — continuano a espandersi e a ridefinire i confini della comunicazione.
Il mercato pubblicitario, oggi, sembra un fiume in piena: cresce, si allarga, ma gran parte della sua corrente è incanalata da poche grandi dighe globali.
Non per questo smette di scorrere. Solo, bisogna sapere dove — e come — tuffarsi.
A Intersections 2025 ho avuto la conferma che la vera intelligenza, oggi, è quella che sa dire no.
No all’omologazione, no alla velocità fine a sé stessa, no all’idea che basti un algoritmo per essere creativi.
La co-intelligenza funziona solo se la parte “co” — quella umana — non smette di farsi domande.
E Intersections 2025, almeno per un giorno, ha provato a farcele tutte.
