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La Montagna Teatro Festival 2025, diventare teatro in Calabria

In Calabria d'estate si accendono i fuochi di una cultura antica e l'eco della Magna Grecia arriva forte attraverso la voce di giovani uomini e giovani donne che popolano di nuovo le montagne e le coste.

Ci sono luoghi ad esempio che diventano teatro solo per una notte.

Boschi, vicoli antichi, piazze dimenticate che si riempiono di voci, luci, corpi in movimento. È quello che succede con La Montagna Teatro Festival, che torna per la sua terza edizione nell’area del Reventino, facilmente raggiungibile da Lamezia Terme.

Quest’anno, il filo rosso è uno solo: raccontare la resistenza. Quella di ieri e quella di oggi. Quella di un popolo, di una donna, o di chi ogni giorno sceglie di non arrendersi.

Tre spettacoli, tre atmosfere.

Venerdì 1° agosto, tra le pietre antiche del centro storico di Cerrisi, si accendono le luci su LaMagara. Qui Emanuela Bianchi porta in vita Cecilia Faragò, l’ultima donna processata per stregoneria nel Regno di Napoli, nel 1769. La sua voce è intensa, il corpo è radicato, e ogni gesto sembra evocare la terra e i suoi segreti. È uno spettacolo che parla di superstizione e verità, ma soprattutto di libertà. Di donne che, da secoli, il mondo prova a incatenare.

Martedì 12 agosto a Casenove, il festival cambia tono e cuore con Parlami di Gaza. Tre artisti – Mervat Alramli, Mohammed Abu Senjer e Ahmad Jarboa – uniscono letture, musica e immagini per raccontare una realtà che brucia. Mohammed accorda il suo oud e le note, ora delicate, ora strazianti, riempiono l’aria. Le foto di Ahmad, scattate tra le macerie, diventano memoria viva. E la voce di Mervat, con i suoi ricordi di infanzia spezzata, porta Gaza fin dentro il cuore di chi ascolta.

E poi, il gran finale: domenica 24 agosto a Decollatura. Qui l’artista e regista Giovanni Scardamaglia porta in scena La rete sotterranea, una performance che non ha nulla di ordinario. Non c’è un palco, non c’è un sipario. Tutto comincia con una processione: figure silenziose, i “portatori”, attraversano il paese trasportando il simulacro di un'albero. È un rito collettivo che accompagna il pubblico verso il luogo dello spettacolo.

Vuoi esserci, davvero? Non solo a guardare, ma a far parte di questa creazione unica? Giovanni Scardamaglia sta cercando persone – locali o viaggiatori di passaggio – disposte a partecipare come comparse. Non serve esperienza teatrale. Solo voglia di curiosare e mettersi in gioco. Perché La rete sotterranea non si ripeterà. È un'atto unico, una riflessione corale su come l’essere umano possa abitare – e resistere – nelle rovine del capitalismo.

La Montagna Teatro Festival ti aspetta dal 1° al 24 agosto, tra Cerrisi, Casenove e Decollatura.

Vieni a viverlo: il teatro, qui, non si guarda soltanto. Si vive.

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